IPPOCASTANO

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L’ Ippocastano comune (Aesculus hippocastanum L.) trova il suo ambiente ideale nella fascia climatica del faggio (sottozona calda dal Fagetum secondo la classificazione del Pavari). E’ originario dei Balcani (Macedonia). L’ Ippocastano a fiori rossi (Aesculus carnea Zeyh.) è una specie nata in coltura grazie al raddoppiamento del numero dei cromosomi dell’ibrido fra il comune ippocastano e Aesculus pavia L., arbusto di origine nordamericana di fiori porpora o cremisi. Si differenza per i fiori da rosei a purpurei e per le foglie un po’ più lucide, con margine più grossolanamente ed acutamente dentati; presenta inoltre frutti un po’ più piccoli e quasi privi di spine.

IPPOCASTANO
si usa per trattare le VARICI, le EMORROIDI e soprattutto si impiega in quanto AUMENTA l’attività CAPILLARE, riduce la permeabilità capillare, ha una AZIONE ANTINFIAMMATORIA e di DRENAGGIO LINFATICO, è impiegato nei disturbi da INSUFFICIENZA VENOSA PERIFERICA, caratterizzata da gonfiori, pesantezza, dolori, prurito, e sindromi POST-FLEBITICHE, CELLULITE e FRAGILITA’ CAPILLARE

CONTROINDICAZIONI ed INTERAZIONI
Non superare le dosi consigliate i frutti crudi sono irritanti per l’apparato gastrointestinale e sono tossici se non sono sottoposti a lavorazione. I preparati commerciali sono esenti da rischi purche’ si seguano le posologie indicate possibile interferenza con le CUMARINE, potrebbe aumentare l’effetto degli anticoagulanti e degli ANTIAGGREGANTI PIASTRINICI. Da utilizzare con grande prudenza nell’uso interno, sconsigliato in caso di insufficienza RENALE e in presenza di NEFROPATIE. Ad ALTE DOSI l’ESCINA può provocare danni sul glomerulo e a livello renale. L’intossicazione da ippocastano si manifesta con sintomi gastrici quali nausea, vomito, diarrea. In seguito puo’ comparire sindrome emorragica di difficile trattamento solo nei casi indicati Sconsigliato in GRAVIDANZA ed ALLATTAMENTO.

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