Benessere psicologico degli anziani | Diagnosi e Prevenzione

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Il benessere psicologico degli anziani sembra avere un ruolo importante nella salute ed esercita un fattore protettivo particolarmente significativo.

L’aumento dell’età media della popolazione in Italia e nel mondo rappresenta oggi un dato di fatto, che non può essere ignorato e che richiederà, nei prossimi anni, dei cambiamenti a livello economico e sociale, costringendo ad un ripensamento dell’assistenza sanitaria nella popolazione anziana. Porre l’attenzione al benessere psicologico dell’anziano sembra quanto mai necessario considerando gli effetti positivi che lo stesso esercita sulla salute. Il benessere psicologico degli anziani, infatti, sembra avere un importante ruolo protettivo in molti disturbi anche nella popolazione anziana. (Boehm & Kubzansky, 2012; Boyle, Buchman, Barnes & Bennett, 2010; Boyle et al, 2012; Friedman, Hayney, Love, Singer & Ryff, 2007; Friedman & Ryff, 2012; Ryff, Singer & Love, 2004).

Quando si parla di benessere e si tenta di definirlo, data l’importanza che lo stesso riveste nella salute delle persone, ci si imbatte in un concetto multidimensionale e multideterminato che non prevede una definizione univoca, ma richiede uno sguardo più ampio e complesso. Due distinti approcci teorici hanno caratterizzato la ricerca sul benessere: il benessere edonico e il benessere e eudemonico. Il benessere edonico o soggettivo trova le sue radici in quella tradizione filosofica che incitava l’individuo a vivere il massimo piacere possibile e sosteneva che la felicità di ognuno potesse risultare dalla somma dei momenti edonici vissuti (Lieberg, 1958). In epoche più recenti e in ambito psicologico questo primo filone di ricerca ha avuto tra i suoi massimi esponenti Diener, Emmons, Larsen & Griffin (1985) e Bradburn (1969). Secondo il primo autore, il benessere soggettivo corrisponde alla soddisfazione della vita, ai giudizi cognitivi ed emotivi che le persone danno in riferimento alla loro vita. Bradburn (1969), invece, nella sua definizione di benessere soggettivo, sottolinea il ruolo delle emozioni positive; la felicità sarebbe il risultato, secondo l’autore, di un giudizio globale ottenuto confrontando aspetti positivi e negativi. Il benessere edonico o soggettivo può essere definito quindi come la ricerca del piacere e della felicità (Waterman, 2007) e, in un certo senso, la valutazione soggettiva della stessa operata dall’individuo.

Anche il secondo filone di ricerca, noto come benessere eudemonico, affonda le sue origini più antiche nella storia della filosofia. Aristotele, per primo, parlò di eudemonia definendola come la realizzazione del proprio potenziale, che è presente in ogni persona. Il daimon, essere divino, rappresentava, nella filosofia greca e nella cultura religiosa antica, un essere a metà strada tra l’uomo e la divinità. Secondo questa tradizione filosofica, ogni persona è dotata di alcune capacità uniche, conosciute come daimon; scopo dell’individuo è di riconoscere e sviluppare questi talenti. Aristotele quindi non intendeva negare il piacere, ma promuovere l’esercizio della virtù. Secondo tale pensiero, quindi, gli esseri umani gioirebbero nella realizzazione delle proprie potenzialità (che ognuno possiede) e tale contentezza, in un circolo virtuoso, accrescerebbe la capacità di sviluppare a pieno il proprio potenziale. In psicologia diversi autori hanno apportato contributi importanti a quello che può essere definito benessere psicologico o eudemonico. Tra questi troviamo: Maslow (1968) con la teoria dell’auto-realizzazione e Rogers (1961) con la teoria della persona pienamente funzionante.

Il modello di benessere eudemonico enfatizza non tanto il dover stare sempre bene, quanto piuttosto l’importanza di rafforzare quelle caratteristiche che, se presenti e sviluppate in ogni individuo, possono rappresentare risorse personali fondamentali per il raggiungimento di un funzionamento ottimale nella vita di tutti giorni. All’interno della cornice del benessere eudemonico, Carol Ryff (1989) ha creato il suo modello di benessere psicologico facendo riferimento a tre importanti ambiti della psicologia: la psicologia dello sviluppo e dell’arco di vita, quella umanistica e i criteri di salute mentale.

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